Rorty e il femminismo o Rorty-femminista?

Il presente articolo cerca di ridefinire il rapporto fra Rorty e il femminismo, esaminando alcune delle voci che hanno dialogato circa una possibile “comunione di intenti.” In particolare, vengono commentate, nell’ordine, la posizione di Rorty delle Tanner Lectures (1990), e poi, rispettivamente, qu...

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Shranjeno v:
Bibliografske podrobnosti
izdano v:URI:https://journals.openedition.org/ejpap,
Glavni avtor: Panzavolta, Martina
Format: Article ou chapitre numérique
Jezik:Italien
Izdano: European Journal of Pragmatism and American Philosophy 2025
Teme:
Online dostop:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Opis
Izvleček:Il presente articolo cerca di ridefinire il rapporto fra Rorty e il femminismo, esaminando alcune delle voci che hanno dialogato circa una possibile “comunione di intenti.” In particolare, vengono commentate, nell’ordine, la posizione di Rorty delle Tanner Lectures (1990), e poi, rispettivamente, quella di Fraser (1988) e di Cavarero (1997). L’intreccio dei vari punti di vista mostra due esiti almeno in apparenza discordanti: da un lato, la diffidenza del pensiero femminista nei confronti dell’invito pragmatista di stampo rortyano; dall’altra, tuttavia, una consapevole vicinanza teorica in merito a metafore linguistiche e obiettivi di solidarietà. Proprio il punto in cui le alternative si toccano richiede ulteriore spazio di lavoro e riflessione. Di fatto, questa è esattamente la tesi che si intende avanzare: la proposta di Rorty, al di là degli elementi su cui lavorare, è un esempio prolifico di pensiero maschile in grado di lavorare insieme a quello femminista – un onore e un onere che nella comunità filosofica è stato preso poco seriamente, o forse è stato preso seriamente da pochi.