Política y sociedad en la retaguardia nacional: Valladolid ‘capital del Alzamiento’ (1936-1939)

Città storica e trascendentale nel bel mezzo dell’altopiano castigliano, Valladolid fu la protagonista fin dai primi mesi dall’inizio della guerra civile spagnola, di un peculiare esperimento. Quello che potrebbe definirsi come un caso di “amministrazione nazionale”, convertì la città in un esempio...

Fuld beskrivelse

Enregistré dans:
Bibliografiske detaljer
Udgivet i:URI:https://journals.openedition.org/diacronie,
Hovedforfatter: Tomasoni, Matteo
Format: Article ou chapitre numérique
Sprog:Espagnol
Udgivet: Diacronie 2015
Fag:
Online adgang:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Beskrivelse
Summary:Città storica e trascendentale nel bel mezzo dell’altopiano castigliano, Valladolid fu la protagonista fin dai primi mesi dall’inizio della guerra civile spagnola, di un peculiare esperimento. Quello che potrebbe definirsi come un caso di “amministrazione nazionale”, convertì la città in un esempio politico-istituzionale per le altre città controllate dal bando ribelle. Durante gli anni del conflitto, a causa della sua posizione nella retroguardia, divenne un importante ‘feudo’ nazionalista; non solo come base per l’organizzazione bellico-logistica, ma anche come centro di propaganda dottrinale. Falangisti, militari, cedisti e tutto l’insieme della destra tradizionale, rivaleggiarono nella formazione di un particolare però altrettanto funzionale blocco politico. Nonostante ciò, non tardarono a prodursi le prime divergenze, essendo la classe politica locale un chiaro riflesso dell’eterogeneo “Movimiento Nacional”. Eppure, durante il corso del conflitto (ed incluso dopo la sua fine), la sistematica unanimità del consiglio cumunale incaricato di esaminare i casi e le epurazioni quotidiane, riuscì a eliminare qualsiasi residuo della resistenza “roja”, indirizzando la città verso il «glorioso» futuro della “Nueva España”.