I film associativi autobiografici dei migranti e lo spazio di ricezione dei foyers parigini

Gli Ateliers Video, condotti dall’associazione Parcours a Parigi, formano da due anni e mezzo i residenti dei foyers dei lavoratori migranti d’Ile-de-France alla creazione audiovisiva. L’articolo, che si presenta come un resoconto analitico delle attività svoltesi nell’ambito di questa associazione,...

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מידע ביבליוגרפי
הוצא לאור ב:URI:https://journals.openedition.org/ctd,
מחבר ראשי: Scafirimuto, Guglielmo
פורמט: Article ou chapitre numérique
שפה:Italien
יצא לאור: Communication, technologies et développement 2019
נושאים:
גישה מקוונת:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
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סיכום:Gli Ateliers Video, condotti dall’associazione Parcours a Parigi, formano da due anni e mezzo i residenti dei foyers dei lavoratori migranti d’Ile-de-France alla creazione audiovisiva. L’articolo, che si presenta come un resoconto analitico delle attività svoltesi nell’ambito di questa associazione, mette in risalto la questione della ricezione a partire delle dinamiche legate al rapporto tra lo spazio interno dei foyers e lo spazio esterno della città. L’analisi verte sulle maniere in cui l’organizzazione di un festival cinematografico, il funzionamento degli ateliers, le riprese dei film e la loro ricezione, dipendono fortemente da numerosi fattori quali la regolamentazione dei foyers, la trasmissione culturale tra gli abitanti delle diverse generazioni, la convivenza tra le etnie presenti e la loro relazione con gli altri abitanti del quartiere e della città.I cortometraggi dell’associazione, attraverso un metodo partecipativo durante il quale tutti i partecipanti contribuiscono alle tappe progressive della realizzazione, mettono in scena le storie autobiografiche dei migranti sans papiers, spesso unendo documentario e finzione. I partecipanti, in maggioranza provenienti dal Mali, ma anche dalla Costa d’Avorio, Mauritania, Senegal, Algeria, Capo Verde, diventano per la prima volta allo stesso tempo spettatori di film (delle proiezioni sono organizzate lungo tutto il semestre) e creatori (sceneggiatori, registi, attori, tecnici, montatori). Nel contesto particolare dei foyers dei lavoratori migranti, l’articolo sottolinea la negoziazione necessaria tra la produzione e la ricezione delle immagini, tra un “Sud” africano riprodotto negli alloggi sociali e un “Nord” parigino sempre presente tramite le politiche cittadine, i finanziamenti pubblici e i luoghi di diffusione e dibattito.Residenze ; Parigi ; immigrazione africana ; video ; partecipativo ; pedagogia ; proiezioni