Dolce sirena e femmina balba: figure femminili nel Purgatorio
Balbuziente, guercia, storpia, senza mani e dilavata nel colore: ecco come appare la cosiddetta femmina balba nel sonno di Dante. Un essere orribile e ripugnante che però, nel corso del sogno narrato nel canto XIX del Purgatorio, subisce una straordinaria, incredibile metamorfosi: la nuova, bellissi...
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| Publicado en: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Autor principal: | |
| Formato: | Article ou chapitre numérique |
| Lenguaje: | Italien |
| Publicado: |
Cahiers d’études italiennes
2021
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| Materias: | |
| Acceso en línea: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sumario: | Balbuziente, guercia, storpia, senza mani e dilavata nel colore: ecco come appare la cosiddetta femmina balba nel sonno di Dante. Un essere orribile e ripugnante che però, nel corso del sogno narrato nel canto XIX del Purgatorio, subisce una straordinaria, incredibile metamorfosi: la nuova, bellissima immagine di donna inizia un canto di seduzione in cui si dichiara colma di piacere, tanto da saper appagare chiunque, una dolce sirena che ha tentato Ulisse nel suo viaggio. Anche questa è una delle figure femminili del Purgatorio, e non certo la meno significativa: ‘falsa immagine di bene’ creata dagli occhi desideranti del pellegrino. Da ripensare tenendo sullo sfondo la lunga riflessione sull’amore dei canti precedenti; da porre in relazione con la tradizione misogina, nei suoi rapporti con la letteratura medica e con la letteratura mistica, la femmina balba / dolce sirena è emblematica della natura perturbante del femminile, della doppiezza e ambiguità che è rintracciabile nella rappresentazione di molte altre donne della cantica. |
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