«Vivere o ritrarre» di Antonio Tabucchi e i ritratti di Tullio Pericoli: il testo e l’invisibile delle immagini, le immagini e i silenzi del testo
«Guardare un quadro può portare lontano, specie spettatori come me, che non riescono a regolare l’immaginazione con la bussola»Antonio Tabucchi.Appassionato di pittura fin dall’infanzia, Antonio Tabucchi è attento, nella sua attività di scrittore, ai rapporti del visibile e del dicibile. Le arti fi...
שמור ב:
| הוצא לאור ב: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| מחבר ראשי: | |
| פורמט: | Article ou chapitre numérique |
| שפה: | Italien |
| יצא לאור: |
Cahiers d’études italiennes
2012
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| גישה מקוונת: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| סיכום: | «Guardare un quadro può portare lontano, specie spettatori come me, che non riescono a regolare l’immaginazione con la bussola»Antonio Tabucchi.Appassionato di pittura fin dall’infanzia, Antonio Tabucchi è attento, nella sua attività di scrittore, ai rapporti del visibile e del dicibile. Le arti figurative invadono le sue prose e sono una presenza certa e costante nella sua narrativa. A partire dalla metà degli anni ’80, oltre che dalle raccolte di racconti e dai romanzi, l’interesse dello s... |
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