“Con la guerra nel cervello”: la memorialistica alla prova degli anni Ottanta. Il disperso di marburg di Nuto Revelli
Nuto Revelli, ex ufficiale del Regio Esercito, ex partigiano, autore di diversi volumi che rievocano le sue esperienze militari, pubblica nel 1994 un’opera atipica nel suo percorso letterario, Il disperso di Marburg. Non si è di fronte a una cronaca di fatti vissuti in prima persona, né a un romanzo...
Shranjeno v:
| izdano v: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Glavni avtor: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Jezik: | Italien |
| Izdano: |
Cahiers d’études italiennes
2012
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| Teme: | |
| Online dostop: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Izvleček: | Nuto Revelli, ex ufficiale del Regio Esercito, ex partigiano, autore di diversi volumi che rievocano le sue esperienze militari, pubblica nel 1994 un’opera atipica nel suo percorso letterario, Il disperso di Marburg. Non si è di fronte a una cronaca di fatti vissuti in prima persona, né a un romanzo di argomento resistenziale. Si tratta piuttosto di un percorso di ricerca storica, volto a ricostruire l’identità di un soldato tedesco disperso in Italia nel 1944, in cui si intrecciano diversi livelli narrativi. Il lavoro dell’autore, presentato quasi come un’inchiesta poliziesca che attraversa gli archivi di diversi Paesi, si fonde con il processo di raccolta delle testimonianze orali, e diventa per lui un nuovo doloroso viaggio nei propri ricordi. Il percorso di definizione dell’identità del soldato tedesco disperso assume i contorni di una ricerca simbolica, tanto di ricostruzione identitaria del nemico di un tempo quanto di ricostruzione di un sé ferito dall’esperienza bellica. |
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