Le antiche versioni spagnole di S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento? (Rvf CXXXII)
Il sonetto S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento? «dovette incontrare tanto favore fino al sec. XVIII», poiché mostrava, assieme ad altri, «una tendenza agli artifici della vecchia lirica» e «nulla di tipicamente petrarchesco» (Mario Praz, 1935). L’articolo esamina le otto versioni di Rvf CXXX...
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| In: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Main Author: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Language: | Italien |
| Published: |
Cahiers d’études italiennes
2018
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| Subjects: | |
| Online Access: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Summary: | Il sonetto S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento? «dovette incontrare tanto favore fino al sec. XVIII», poiché mostrava, assieme ad altri, «una tendenza agli artifici della vecchia lirica» e «nulla di tipicamente petrarchesco» (Mario Praz, 1935). L’articolo esamina le otto versioni di Rvf CXXXII composte tra il Quattrocento e il Cinquecento spagnolo. Si tratta di traduzioni e imitazioni che hanno nel Petrarca un modello metrico, linguistico, stilistico e concettuale, e che spesso mostrano uno stretto legame con la tradizione cancioneril tardomedievale. Si riflette sulla scelta dei temi operata da imitatori e traduttori, sulle modalità di composizione e sull’intertesto lirico. |
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