Gli “eredi” di Calvino negli anni ottanta: Andrea De Carlo e Daniele Del Giudice
L’articolo prende in esame il percorso narrativo e critico di Italo Calvino nei primi anni Ottanta. La riflessione dell’autore di Se una notte d’inverno un viaggiatore è messa in relazione alla sua attività editoriale, interna alla casa editrice Einaudi, che lo porta a patrocinare gli esordi lettera...
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| Udgivet i: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Hovedforfatter: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Sprog: | Italien |
| Udgivet: |
Cahiers d’études italiennes
2012
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| Fag: | |
| Online adgang: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Summary: | L’articolo prende in esame il percorso narrativo e critico di Italo Calvino nei primi anni Ottanta. La riflessione dell’autore di Se una notte d’inverno un viaggiatore è messa in relazione alla sua attività editoriale, interna alla casa editrice Einaudi, che lo porta a patrocinare gli esordi letterari di Andrea De Carlo e Daniele Del Giudice. Treno di panna (1981) e Lo stadio di Wimbledon (1983) vengono quindi a far parte della riflessione condotta da Calvino sulla “visività” e la descrizione, riflessione interna ad un panorama editoriale come quello degli anni Ottanta, attento al lancio di giovani narratori italiani. L’esame della corrispondenza e dei testi che hanno segnato la relazione fra De Carlo, Del Giudice e il loro “maestro”, in quegli anni, permette di tracciare le fila di un discorso sui valori della narrativa che avrebbe segnato la storia della letteratura italiana degli anni successivi. Di questa letteratura Calvino si è dimostrato non solo un protagonista ma anche un acuto osservatore. |
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