Jolles, il Decameron e le forme brevi
Attraverso un’attenta lettura di due saggi fondamentali di Jolles, che si estende anche ad altre pagine dell’importante studioso olandese, l’articolo intende sintetizzare alcune delle sue principali linee di pensiero. Più in dettaglio, l’Introduzione al Decameron di Boccaccio viene analizzata come e...
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| 出版年: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| 第一著者: | |
| フォーマット: | Article ou chapitre numérique |
| 言語: | Italien |
| 出版事項: |
Cahiers d’études italiennes
2017
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| 主題: | |
| オンライン・アクセス: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| 要約: | Attraverso un’attenta lettura di due saggi fondamentali di Jolles, che si estende anche ad altre pagine dell’importante studioso olandese, l’articolo intende sintetizzare alcune delle sue principali linee di pensiero. Più in dettaglio, l’Introduzione al Decameron di Boccaccio viene analizzata come eccezione al ben noto interesse di Jolles nei confronti dello sviluppo storico delle «forme», sebbene anche in questo saggio di grande rilievo si possano rinvenire alcune pagine memorabili dedicate a questo tema. Il saggio che Jolles scrisse sulla tradizione occidentale moderna della fiaba è un abbozzo preparatorio di Forme semplici. Qui Jolles prende in considerazione quasi per intero la fortuna di questo genere letterario, dal Rinascimento italiano, al Barocco e al Rococò francese, sino al Romanticismo tedesco. L’articolo si impegna a dimostrare che, soprattutto in questo caso, Jolles insiste sulla persistente differenza tra la «forma semplice» e quella «artistica». |
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