Una visione dell’Universalienstreit: realismo e nominalismo alla prova della critica

Nel saggio del 1921 su La visione d’amore nella Vita nuova, Jolles allarga all’ambito delle forme letterarie l’indagine sul rapporto tra «forma» e «visione», in precedenza impostata nel campo delle arti figurative. Dopo aver inquadrato il problema tracciandone con rapidi schizzi lo sviluppo dai Prov...

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Detaylı Bibliyografya
Yayımlandı:URI:https://journals.openedition.org/cei,
Yazar: Tabarroni, Andrea
Materyal Türü: Article ou chapitre numérique
Dil:Italien
Baskı/Yayın Bilgisi: Cahiers d’études italiennes 2017
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Online Erişim:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Özet:Nel saggio del 1921 su La visione d’amore nella Vita nuova, Jolles allarga all’ambito delle forme letterarie l’indagine sul rapporto tra «forma» e «visione», in precedenza impostata nel campo delle arti figurative. Dopo aver inquadrato il problema tracciandone con rapidi schizzi lo sviluppo dai Provenzali a Dante, Jolles discute nella sezione finale con Vossler e Huizinga la questione della demarcazione tra Medioevo e Rinascimento sfruttando lo schema offerto dal classico conflitto che domina la questione degli universali. L’articolo si propone di chiarire quale fosse all’epoca il valore storiografico e culturale delle categorie di «realismo» e «nominalismo» per cogliere con maggior precisione il senso dell’approccio morfologico-dinamico di Jolles, che può essere forse accostato a quello esattamente contemporaneo di Jung.