Charles de Gaulle visto dall’Italia (1958-2012)
Il saggio si occupa di descrivere la ricezione dell’immagine di Charles de Gaulle e del gollismo da parte della classe politica italiana, e tangenzialmente della cultura accademica, a partire dal ritorno al potere del generale nel 1958, anno della fondazione della Quinta Repubblica francese, fino ai...
Wedi'i Gadw mewn:
| Cyhoeddwyd yn: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Prif Awdur: | |
| Fformat: | Article ou chapitre numérique |
| Iaith: | Italien |
| Cyhoeddwyd: |
Cahiers d’études italiennes
2016
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| Pynciau: | |
| Mynediad Ar-lein: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Crynodeb: | Il saggio si occupa di descrivere la ricezione dell’immagine di Charles de Gaulle e del gollismo da parte della classe politica italiana, e tangenzialmente della cultura accademica, a partire dal ritorno al potere del generale nel 1958, anno della fondazione della Quinta Repubblica francese, fino ai giorni nostri. Basandosi sulla letteratura esistente e integrandola con fonti edite che danno voce ai protagonisti dell’epoca, lo studio mostra il prevalente sentimento di ostilità che le élites italiane provavano verso un uomo e un’idea di potere estranei all’assetto della democrazia parlamentare affermatasi in Italia dal 1946, oltre che agli interessi geopolitici dell’Italia nel Mediterraneo. Nonostante gli accordi di Évian e il ritiro onorevole di de Gaulle dal potere, l’immagine del generale continuò, salvo rare eccezioni, a non suscitare entusiasmi. E anche presso coloro che auspicavano il presidenzialismo come soluzione alla partitocrazia il sistema statunitense era ritenuto preferibile a quello francese. Solo dopo la fine della Guerra fredda, de Gaulle è divenuto in Italia anche sinonimo di buongoverno e di sano decisionismo, fino a diventare un modello di riferimento per alcuni ambienti colti vicini a Silvio Berlusconi. |
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