La ratifica dei Trattati di Roma in Francia e in Italia tra storia politicae storiografia transnazionale

A partire dagli studi di Jean-Baptiste Duroselle ed Enrico Serra e dai percorsi di ricerca promossi dal Gruppo di collegamento degli storici presso la Commissione europea, il saggio propone una ricostruzione comparata della posizione della Francia e dell’Italia di fronte alla nascita del Mercato Com...

Descripción completa

Guardado en:
Detalles Bibliográficos
Publicado en:URI:https://journals.openedition.org/cei,
Autor principal: Cruciani, Sante
Formato: Article ou chapitre numérique
Lenguaje:Italien
Publicado: Cahiers d’études italiennes 2016
Materias:
Acceso en línea:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Descripción
Sumario:A partire dagli studi di Jean-Baptiste Duroselle ed Enrico Serra e dai percorsi di ricerca promossi dal Gruppo di collegamento degli storici presso la Commissione europea, il saggio propone una ricostruzione comparata della posizione della Francia e dell’Italia di fronte alla nascita del Mercato Comune Europeo e dell’Euratom. Dopo aver ricostruito l’elaborazione politica dei due governi dalla Conferenza di Messina (1-3 giugno 1955) alla firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957), il saggio si sofferma sul dibattito dell’Assemblea nazionale (2-9 luglio 1957) e della Camera dei deputati (18-30 luglio 1957) sulla ratifica dei Trattati. Emerge la centralità del processo di integrazione per la politica estera francese e italiana e il ruolo dei partiti politici nella scelta europeista dei due paesi, all’indomani degli avvenimenti di Suez e dell’invasione sovietica dell’Ungheria del 1956. La decisione del governo socialista di Guy Mollet di aderire al Mercato comune europeo e all’Euratom e il sostegno dei deputati della Sfio al governo Bourgès-Maunoury nel dibattito all’Assemblea nazionale testimoniano il contributo del socialismo francese al proseguimento del processo di integrazione. Il voto a favore dell’Euratom e l’astensione sul Mec del Psi sancisce in Italia la rottura tra comunisti e socialisti e l’inizio della difficile transizione dal centrismo al centrosinistra. Nonostante il voto contrario alla ratifica dei Trattati di Roma, negli anni Sessanta e Settanta la dialettica con il sindacato Cgil condurrà il Pci ad aprirsi gradualmente al processo di integrazione. Il Pcf manterrà invece una ferma opposizione fin oltre il Trattato di Maastricht e l’avvento della moneta unica.