La Terrasanta fra alterità e prossimità nel Trecentonovelle di Franco Sacchetti
Le storie narrate nel Trecentonovelle sono caratterizzate dalla prossimità temporale e spaziale nei confronti del pubblico ideale della raccolta, quello fiorentino. Le trame sono legate alla vita quotidiana dell’epoca, facilmente riconoscibile agli occhi dei lettori contemporanei. Numerose storie so...
שמור ב:
| הוצא לאור ב: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| מחבר ראשי: | |
| פורמט: | Article ou chapitre numérique |
| שפה: | Italien |
| יצא לאור: |
Cahiers d’études italiennes
2015
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| נושאים: | |
| גישה מקוונת: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| סיכום: | Le storie narrate nel Trecentonovelle sono caratterizzate dalla prossimità temporale e spaziale nei confronti del pubblico ideale della raccolta, quello fiorentino. Le trame sono legate alla vita quotidiana dell’epoca, facilmente riconoscibile agli occhi dei lettori contemporanei. Numerose storie sono ambientate a Firenze o in Toscana, e molti fra i protagonisti sono fiorentini. Tenendo conto della «fiorentinità» delle novelle sacchettiane, un’ambientazione in Terrasanta è eccezionale e, infatti, fra le storie raccolte nel Trecentonovelle, due soltanto si svolgono in Terrasanta (X, XXIV). Ambedue hanno per protagonista Dolcibene, un buffone fiorentino storicamente esistito il cui pellegrinaggio al Santo Sepolcro fa da sfondo a beffe e, nella novella XXIV, ad un episodio di derisione antisemita, presentata come una giusta sanzione di coloro che sono estranei alla «nostra fede». Ciononostante, il protagonista fiorentino, lo spirito della beffa e del motto avvicinano i luoghi lontani alla fiorentinità dalla quale è pervasa la raccolta sacchettiana. |
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