«Una storia di domani»: la distopia testimoniale di Emilio de Rossignoli
L’articolo propone un’analisi del romanzo distopico Lager dolce lager (1977) di Emilio de Rossignoli. Dopo aver ripercorso la complessa gestazione dell’opera e averla posta a confronto con altri prodotti coevi (Il portiere di notte di Liliana Cavani, Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pa...
Salvato in:
| Pubblicato in: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Autore principale: | |
| Natura: | Article ou chapitre numérique |
| Lingua: | Italien |
| Pubblicazione: |
Cahiers d’études italiennes
2026
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| Soggetti: | |
| Accesso online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Riassunto: | L’articolo propone un’analisi del romanzo distopico Lager dolce lager (1977) di Emilio de Rossignoli. Dopo aver ripercorso la complessa gestazione dell’opera e averla posta a confronto con altri prodotti coevi (Il portiere di notte di Liliana Cavani, Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini), il contributo esamina le modalità tramite cui il testo di de Rossignoli attinge agli stilemi tipici del discorso testimoniale (l’uso della prima persona, il cronotopo del Lager), trasponendoli all’interno di una cornice da racconto speculativo. Dall’analisi emerge come l’incrocio di distopia e testimonianza comporti anche un ribaltamento semantico di queste figure, che accompagna la riflessione biopolitica della voce narrante sulla società e produce degli effetti perturbanti in termini di ricezione estetica. |
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