La morte della creatività. Esseri umani e macchine nella fantascienza italiana degli anni Sessanta

A partire dalle riflessioni teoriche e narrative degli anni Cinquanta e degli anni Sessanta sul lavoro automatizzato e sul ruolo e sullo statuto dei robot all’interno della società umana, nell’articolo si analizzano delle opere di fantascienza uscite fra il 1960 e il 1965 che mettono in scena la mor...

Szczegółowa specyfikacja

Zapisane w:
Opis bibliograficzny
Wydane w:URI:https://journals.openedition.org/cei,
1. autor: Comberiati, Daniele
Format: Article ou chapitre numérique
Język:Italien
Wydane: Cahiers d’études italiennes 2026
Hasła przedmiotowe:
Dostęp online:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Opis
Streszczenie:A partire dalle riflessioni teoriche e narrative degli anni Cinquanta e degli anni Sessanta sul lavoro automatizzato e sul ruolo e sullo statuto dei robot all’interno della società umana, nell’articolo si analizzano delle opere di fantascienza uscite fra il 1960 e il 1965 che mettono in scena la morte della poesia e della creatività. Si tratta di narrazioni letterarie (il racconto Doppio psicosomatico di Lino Aldani), teatrali (la pièce Ai poeti non si spara di Malerba) e cinematografiche (il film per la televisione tratto dal testo di Malerba ad opera di Vittorio Cottafavi). Attraverso l’analisi di queste tre opere, nell’articolo si vedranno non solo i differenti posizionamenti teorici rispetto al ruolo dei robot nella relazione con l’essere umano e alla sua supposta unicità, ma anche l’evoluzione del rapporto con la tecnologia durante gli anni del boom economico.