«O quanto beata è la fortissima donzella!». L’invidia per l’abito nel travestimento di Erminia
L’articolo analizza il passo del canto VI della Gerusalemme liberata in cui Erminia usa la strategia di indossare le armi di Clorinda per uscire dalle mura di Gerusalemme e raggiungere l’amato Tancredi. Il travestimento, oltre a essere un espediente narrativo, nasconde numerosi precedenti letterari...
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| Udgivet i: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Hovedforfatter: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Sprog: | Italien |
| Udgivet: |
Cahiers d’études italiennes
2025
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| Fag: | |
| Online adgang: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Summary: | L’articolo analizza il passo del canto VI della Gerusalemme liberata in cui Erminia usa la strategia di indossare le armi di Clorinda per uscire dalle mura di Gerusalemme e raggiungere l’amato Tancredi. Il travestimento, oltre a essere un espediente narrativo, nasconde numerosi precedenti letterari e rivela un rapporto complesso tra le due donne, tra somiglianze e differenze. L’invidia di Erminia non è per la bellezza o la fama di Clorinda, ma per la libertà che l’armatura conferisce, simbolo di un’identità femminile non convenzionale. L’analisi si concentra anche sul significato strutturale dell’episodio, collocandolo nell’evoluzione del personaggio di Erminia, ed esamina le dinamiche intertestuali, mettendo in luce le radici letterarie del personaggio e la sua originalità nel contesto del poema tassiano. Infine, si propone una lettura dell’episodio alla luce della teoria del desiderio triangolare di René Girard interpretando il desiderio di Erminia come aspirazione a un’identità altra, mediata da Clorinda. |
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