Induit se byrro, ut a nemine agnosceretur. Oggetti e cambiamenti di genere nella Cronaca di Novalesa

L’articolo intende analizzare il ruolo che gli oggetti ricoprono nel connotare i tentativi di cambiamento identitario femminile nella Cronaca di Novalesa, testo anonimo dell’XI secolo che ripercorre la storia dell’abbazia valsusina tra il 726, anno della sua fondazione, e la prima metà del secolo XI...

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Spremljeno u:
Bibliografski detalji
Izdano u:URI:https://journals.openedition.org/cei,
Glavni autor: Laganà, Tommaso
Format: Article ou chapitre numérique
Jezik:Italien
Izdano: Cahiers d’études italiennes 2024
Teme:
Online pristup:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Opis
Sažetak:L’articolo intende analizzare il ruolo che gli oggetti ricoprono nel connotare i tentativi di cambiamento identitario femminile nella Cronaca di Novalesa, testo anonimo dell’XI secolo che ripercorre la storia dell’abbazia valsusina tra il 726, anno della sua fondazione, e la prima metà del secolo XI. Dopo una contestualizzazione dell’opera e del suo autore e una rapida presentazione dei fini e del rapporto con gli oggetti della Cronaca, verrà confrontata l’attitudine del cronista di fronte alla capacità trasformativa del genere femminile con quella di Liutprando da Cremona, partendo da due episodi fittizi narrati nel secondo libro, il tentativo di travestimento di Berta, presunta moglie di Carlo Magno, e la virilizzazione di Ildegonda, personaggio tratto dal poema epico Waltharius. Ciò consentirà di mettere in luce come, nell’opera novalicense, il cronista intenda sottolineare maggiormente la differenza tra mondo laico ed ecclesiastico, piuttosto che quella di genere, con un intento polemico nei confronti dei marchesi Arduinici, oppressori dell’abbazia.