«De la version»: sulla traduzione come labeur e imitatio nelle riflessioni di Thomas Sébillet (1548)
Traducendo Thomas Sébillet, giurista e intellettuale del xvi secolo appassionato di letteratura e dedito alla precettistica letteraria sulla scia del modello oraziano, desideriamo riportare alla luce alcune tra le prime riflessioni di traduttologia. Riproponiamo, traducendolo, il pensiero di Sébille...
Shranjeno v:
| izdano v: | URI:https://journals.openedition.org/cei, |
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| Glavni avtor: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Jezik: | Italien |
| Izdano: |
Cahiers d’études italiennes
2013
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| Teme: | |
| Online dostop: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Izvleček: | Traducendo Thomas Sébillet, giurista e intellettuale del xvi secolo appassionato di letteratura e dedito alla precettistica letteraria sulla scia del modello oraziano, desideriamo riportare alla luce alcune tra le prime riflessioni di traduttologia. Riproponiamo, traducendolo, il pensiero di Sébillet così come lo articola in due brevi testi, uno di natura poetica tratto da una indicazione al lettore della sua traduzione del testo italiano di Francesco Lottini Avvedimenti Civili e uno dal suo saggio più celebre Art poétique françois del 1548. Emerge da queste opere del Rinascimento che alcune indicazioni non sono così lontane dalla pratica e dalla teorizzazioni traduttologiche formalizzate nella modernità. Ricorrono i topoi della fatica del tradurre, del valore della mimesi e dello statuto ancillare del testo tradotto rispetto al testo originale. |
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