La ricezione del Porto sepolto di Ungaretti sul fronte interno italiano e francese: Marone, Papini, Prezzolini e Apollinaire
L’intervento indaga l’accoglienza riservata dal fronte interno italiano e francese, a quella sorta di poetico diario di guerra di Ungaretti, che è il suo primo libro in versi Porto sepolto. Se il nome del poeta comincia a circolare fin dal 1917 il merito va attribuito non solo al sostegno di Papini,...
Gorde:
| Argitaratua izan da: | URI:https://journals.openedition.org/cdlm, |
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| Egile nagusia: | |
| Formatua: | Article ou chapitre numérique |
| Hizkuntza: | Italien |
| Argitaratua: |
Cahiers de la Méditerranée
2019
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| Gaiak: | |
| Sarrera elektronikoa: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Gaia: | L’intervento indaga l’accoglienza riservata dal fronte interno italiano e francese, a quella sorta di poetico diario di guerra di Ungaretti, che è il suo primo libro in versi Porto sepolto. Se il nome del poeta comincia a circolare fin dal 1917 il merito va attribuito non solo al sostegno di Papini, ma anche a quello, strenuo e assiduo, di Marone e dei “dianisti”, che ne intraprendono un’estesa azione di promozione presso contesti e riviste a loro vicine, come Crociere barbare o Cronache letterarie. Marone, oltre a configurare la fisionomia dell’Ungaretti esordiente, ne riconosce la capacità di trasfigurare l’hic et nunc del conflitto, delle sue orrorose asprezze come espressione della più generale esistenza umana. La recensione papiniana consegna sin dall’incipit la figura di Ungaretti al proscenio bellico, alimento fecondo dell’esercizio artistico. La guerra è prospettata come fondale ed occasione per rilanciare le figurazioni dell’arte. Sull’ultimo numero della Diana (marzo 1917) l’articolo a firma di Paolo Argira (pseudonimo di Fiorina Centi, direttrice ufficiale della rivista) sul Porto sepolto riprende l’idea già espressa nelle considerazioni di Marone di una poesia sganciata dalle crudezze spazio temporali della guerra. Anche Prezzolini insiste sul nesso inscindibile di Ungaretti poeta e soldato. A Ungaretti Apollinaire dedica un trafiletto su Europe nouvelle. Ungaretti si aspettava una traduzione delle sue liriche da parte di Apollinaire, che fu limitata, tuttavia, alla lirica inaugurale dedicata a Moammed Sceab. La motivazione della scelta è facilmente individuabile nella condivisione con il personaggio e con l’autore della poesia del destino di déraciné, privo di patria e di identità linguistica. |
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