Latinità, modernità e fascismo nei dibattiti artistici degli anni Venti
Il saggio analizza alcuni esempi delle forme assunte dal dibattito sul rapporto fascismo-latinità nei dibattiti artistici degli anni Venti, con particolare riferimento alle interpretazioni del rapporto classicità-modernità in ambito post-avanguardistico e in relazione alla creazione di una cultura d...
Uloženo v:
| Vydáno v: | URI:https://journals.openedition.org/cdlm, |
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| Hlavní autor: | |
| Médium: | Article ou chapitre numérique |
| Jazyk: | Italien |
| Vydáno: |
Cahiers de la Méditerranée
2018
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| Témata: | |
| On-line přístup: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Shrnutí: | Il saggio analizza alcuni esempi delle forme assunte dal dibattito sul rapporto fascismo-latinità nei dibattiti artistici degli anni Venti, con particolare riferimento alle interpretazioni del rapporto classicità-modernità in ambito post-avanguardistico e in relazione alla creazione di una cultura di regime. Riconducendo le radici del richiamo al classico ai dibattiti artistici degli inizi del Novecento e analizzando gli scritti critici di artisti e intellettuali, quali Ardengo Soffici e Margherita Sarfatti, nonché i contributi al dibattito sull’arte fascista promosso da Bottai sulle pagine di Critica fascista fra il 1926 e il 1927, ci si propone di analizzare il percorso ideologico dei concetti di « classicismo », « classicità », « latinità », « mediterraneità » e la loro politicizzazione all’interno della cultura fascista, fra identità, nazione e ideologia. Il dibattito su latinità e fascismo nelle arti fugurative in ambito post-avanguardistico e modernista viene interpretato come portavoce di un senso del classico che va al di là delle definizioni formali del termine: la latinità viene usata come categoria identitaria nella ricerca di un’essenza artistica nazionale capace di creare un collegamento ideale fra tradizione e modernità. In tale senso, il concetto di classicità, riproposto come latinità e mediterraneità, viene utilizzato per creare un legame inscindibile fra tradizione artistica e nazione, ponendo le basi ideologiche del rapporto fra arte e regime. |
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