Gli atomi, la scienza, la paura. Banalità del male e “funzione Colonna infame” in Sciascia
Il saggio che segue si ripropone di analizzare i diversi modi in cui Sciascia si confronta con il problema del male e della sua eventuale “banalità”, entrando in un rapporto molto stretto con la Storia della colonna infame di Manzoni, ma senza disdegnare le più moderne modulazioni dell’argomento pro...
Kaydedildi:
| Yayımlandı: | URI:https://journals.openedition.org/babel, |
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| Yazar: | |
| Materyal Türü: | Article ou chapitre numérique |
| Dil: | Italien |
| Baskı/Yayın Bilgisi: |
Babel
2024
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| Konular: | |
| Online Erişim: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Özet: | Il saggio che segue si ripropone di analizzare i diversi modi in cui Sciascia si confronta con il problema del male e della sua eventuale “banalità”, entrando in un rapporto molto stretto con la Storia della colonna infame di Manzoni, ma senza disdegnare le più moderne modulazioni dell’argomento proposte da Hannah Arendt. Passando in rassegna un ampio ventaglio di opere sciasciane, sia narrative che saggistiche, a partire dagli interventi dei primi anni Sessanta sui fatti storici di Bronte fino alla Scomparsa di Majorana (1975), si approfondisce così non solo il tema della “necessità” del male, e quello speculare e opposto della responsabilità individuale di esso, ma anche e soprattutto la connessione fra questi temi e la questione del rifiuto del «mito della scienza», con particolare riferimento al libro su Majorana e a Todo modo (1974). Anche qui in dialogo con la Arendt, anche se stavolta quella del saggio Vita activa. Ne scaturisce un ritratto del modo, sicuramente complesso e stimolante, in cui Sciascia affronta questi temi decisivi. |
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