Sciascia e Borgese in quella terra quasi di nessuno

Benché Sciascia abbia scoperto Borgese durante l’adolescenza, costui non figurava nel novero dei suoi autori preferiti in gioventù. Riscoperto a metà degli anni Sessanta, Borgese è stato oggetto di un interesse crescente da parte di Sciascia al punto da entrare finalmente nel suo pantheon personale....

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Detaylı Bibliyografya
Yayımlandı:URI:https://journals.openedition.org/babel,
Yazar: Bonnet, Nicolas
Materyal Türü: Article ou chapitre numérique
Dil:Italien
Baskı/Yayın Bilgisi: Babel 2024
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Özet:Benché Sciascia abbia scoperto Borgese durante l’adolescenza, costui non figurava nel novero dei suoi autori preferiti in gioventù. Riscoperto a metà degli anni Sessanta, Borgese è stato oggetto di un interesse crescente da parte di Sciascia al punto da entrare finalmente nel suo pantheon personale. Il ritratto idealizzato che dipinge di lui in diversi saggi si discosta notevolmente dalla realtà storica e rientra nella mitizzazione dell’uomo e dell’opera. Sciascia attribuisce a Borgese una lucidità superiore e un dono di profezia che si manifesterebbero in modo esemplare nei suoi due capolavori: il romanzo Rubè (1921) e il saggio Golia. Marcia del fascismo (1937). La lettura dei testi, tuttavia, non sempre permette di corroborare una tale interpretazione.