La scomparsa di Majorana: il saggio-inchiesta di Sciascia e la rivisitazione grafica di Riccioni-Rocchi a confronto
Negli anni Settanta, in piena guerra fredda, Leonardo Sciascia, lo scrittore critico-polemico di Racalmuto, si interroga sulla minaccia nucleare e la responsabilità scientifica di chi aveva contribuito alla realizzazione della bomba atomica. Come riferito da vari critici, La scomparsa di Majorana, p...
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| Publicat a: | URI:https://journals.openedition.org/babel, |
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| Autor principal: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicat: |
Babel
2024
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| Matèries: | |
| Accés en línia: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sumari: | Negli anni Settanta, in piena guerra fredda, Leonardo Sciascia, lo scrittore critico-polemico di Racalmuto, si interroga sulla minaccia nucleare e la responsabilità scientifica di chi aveva contribuito alla realizzazione della bomba atomica. Come riferito da vari critici, La scomparsa di Majorana, prima pubblicato su «La Stampa» (in sette puntate, dal 31 agosto al 7 settembre), si presenta come un’inchiesta filosofica, ma fortemente contestata per la sua inesattezza storica: secondo storici e altri critici Majorana non avrebbe potuto prevedere la realizzazione della bomba atomica e la sua intransigenza non sarebbe stato il segno di una neutralità assoluta. Lo stesso testo però viene al contempo apprezzato per la finzionalizzazione del contesto storico tipica della scrittura sciasciana.Nel 2015, proprio quarant’anni dopo la pubblicazione dell’opera di Sciascia, Francesca Riccioni e Silvia Rocchi rimettono in questione il contributo scientifico e la scomparsa del fisico siciliano trasponendo la storia di Majorana in un contesto contemporaneo. Sulla scia di Sciascia Riccioni e Rocchi valorizzano la scoperta del fermione, «da subito definito anche “particella fantasma” proprio in riferimento alla difficoltà di registrarne la presenza nello spazio» (citazione tratta dalla quarta di copertina). Nel loro romanzo grafico intitolato Il segreto di Majorana la cosiddetta particella fantasma offre poi la perfetta analogia per rinarrare la scomparsa del suo ideatore. Agli interrogativi di Sciascia Riccioni e Rocchi ci aggiungono altri avanzando la congettura che la scomparsa di Majorana potrebbe diventare il modello per chi vorrebbe cancellare le proprie tracce in un mondo in cui l’interconnettività sembra onnipresente e persistente.Dato questo contesto, il presente contributo si propone di mettere a confronto il testo di partenza sciasciano e l’adattamento grafico di Riccioni e Rocchi. Ci si soffermerà sulla specificità delle strategie narratologiche adoperate per (ri)raccontare l’inchiesta metafisica, quelle letterarie e prettamente multimodali. Tale confronto si incentrerà sulla commistione di materiali storici, sulla tecnica della mise-en-abyme che evidenzia la collaborazione tra scrittore e lettore e sulla spazialità, una «paratopia» che rende il rapporto problematico dei protagonisti con la realtà rimettendo in rilievo l’attualità e la pertinenza dell’approccio sciasciano. |
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