La scultura antica tra Montesquieu e Winckelmann : il De l’usage des statues chez les anciens di Ottaviano Guasco
Ottaviano Guasco (1712-1781) è un erudito e storico italiano, noto soprattutto per aver pubblicato l’opera, De l’usage des statues chez les anciens, essai historique (Bruxelles 1768), nella quale affronta lo studio della scultura antica da una prospettiva intellettuale del tutto opposta a quella seg...
Salvato in:
| Pubblicato in: | URI:https://journals.openedition.org/anabases, |
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| Autore principale: | |
| Natura: | Article ou chapitre numérique |
| Lingua: | Italien |
| Pubblicazione: |
Anabases
2015
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| Soggetti: | |
| Accesso online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Riassunto: | Ottaviano Guasco (1712-1781) è un erudito e storico italiano, noto soprattutto per aver pubblicato l’opera, De l’usage des statues chez les anciens, essai historique (Bruxelles 1768), nella quale affronta lo studio della scultura antica da una prospettiva intellettuale del tutto opposta a quella seguita da Winckelmann nella Geschichte der Kunst des Alterthums (Dresda 1764). Anziché sviluppare un approccio che privilegi la dimensione storica, artistica ed estetica, preferisce indagare i significati « filosofici » che si celano dietro le statue. Guasco è convinto che una scultura sia prima di tutto l’espressione di un bisogno religioso, morale o politico. Questa concezione della statuaria risente del decisivo incontro che egli ha a partire dal 1738 con Montesquieu e la sua opera più famosa, l’Esprit des lois. L’oblio che cala sull’opera di Guasco, immediatamente dopo la sua uscita, è da imputare soprattutto al ruolo egemonico esercitato dalla storia dell’arte in questi ultimi secoli, la quale, dopo aver fatto propri oggetti nati senza un necessario carattere estetico, li ha sottoposti quasi esclusivamente ad indagini formali e iconologiche, tralasciando di approfondire la loro reale funzione culturale e sociale. |
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