Monfalcone, città cantiere. Una frontiera stratificata
Questo articolo analizza il processo di “stratificazione della frontiera” attraverso una ricerca-azione condotta a Monfalcone, città di confine tra Italia e Slovenia che ospita il più grande cantiere navale d’Europa. La ricerca si è svolta in una scuola locale, coinvolgendo i figli dei lavoratori de...
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| Τόπος έκδοσης: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| Κύριος συγγραφέας: | |
| Μορφή: | Article ou chapitre numérique |
| Γλώσσα: | Italien |
| Έκδοση: |
Archivio antropologico mediterraneo
2025
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| Θέματα: | |
| Διαθέσιμο Online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Περίληψη: | Questo articolo analizza il processo di “stratificazione della frontiera” attraverso una ricerca-azione condotta a Monfalcone, città di confine tra Italia e Slovenia che ospita il più grande cantiere navale d’Europa. La ricerca si è svolta in una scuola locale, coinvolgendo i figli dei lavoratori del cantiere, per comprendere come le diverse dinamiche sociali della frontiera si siano intrecciate e materializzate nel tessuto urbano e nelle esperienze quotidiane. Durante la Guerra Fredda, Monfalcone ha costituito una frontiera tra Est e Ovest beneficiando di investimenti pubblici volti a consolidare la sua funzione di presidio dell’Occidente. Con la caduta della cortina di ferro, il declino del sostegno pubblico ha portato a una riconfigurazione della forza lavoro e all’impiego di manodopera precaria. Questo cambiamento ha determinato un afflusso di migranti transnazionali e prodotto una nuova configurazione della città quale frontiera tra “Nord” e “Sud” globale. L’articolo indaga la stratificazione di questi modelli di frontiera che convivono nello spazio urbano di Monfalcone e gli effetti sulle nuove generazioni, i modelli educativi e la riproduzione della forza lavoro. |
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