Vite in pezzi, corpi integri. Geografie sociali della migrazione e della homelessness a Roma Termini

Il territorio della stazione di Roma Termini, stazione centrale della capitale, è area innervata da una pluralità di margini sociali “abitati” in numero crescente da diverse popolazioni. Basandosi su una ricerca condotta sul campo, questo contributo guarda a tale luogo dal punto di vista di persone...

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Veröffentlicht in:URI:https://journals.openedition.org/aam,
1. Verfasser: Antinori, Silvia
Format: Article ou chapitre numérique
Sprache:Italien
Veröffentlicht: Archivio antropologico mediterraneo 2024
Schlagworte:
Online Zugang:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Beschreibung
Zusammenfassung:Il territorio della stazione di Roma Termini, stazione centrale della capitale, è area innervata da una pluralità di margini sociali “abitati” in numero crescente da diverse popolazioni. Basandosi su una ricerca condotta sul campo, questo contributo guarda a tale luogo dal punto di vista di persone migranti senza dimora che lo attraversano. Le persone incontrate incarnano parabole biografiche differenti, accomunate però da simili processi di messa al margine e violenze che aggrediscono i corpi da più angoli e livelli; in termini macroscopici così come nella filigrana di un quotidiano costituito da tempi di vita imposti e forme di abbandono, profondamente sedimentate. È la caratteristica di cronicità degli eventi di sofferenza a segnarne l’incorporazione, a configurare zone in cui forme di costante spossessamento e sottrazione di pezzi in vita si materializzano come ordinarie. Come cogliere pratiche attive dei soggetti in luoghi dove l’entità della violazione e dell’incorporazione della sofferenza è continua? Quanto si cercherà di mettere in luce, attraverso una etnografia che cerca sotto gli strati di prodotta invisibilità, sono geografie sociali molteplici, pratiche aggregative, forme di memoria e rivendicazione di “integrità” di corpi, materiali e sociali, nella e per la morte: relazioni significative che negli spazi frammentati del margine, solitamente considerati “non-luoghi”, prendono invece forma.