Paese che vai usanza che trovi, tra cosmo e campanile
Negli ultimi decenni, in Italia, di pari passo con l’avanzata della modernizzazione e della globalizzazione, vi è stata la coesistenza di due processi. Il primo è lo spopolamento cui sono andati incontri molti piccoli paesi, in seguito alla massiccia migrazione dei giovani verso i maggiori centri ur...
محفوظ في:
| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Archivio antropologico mediterraneo
2019
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| الموضوعات: | |
| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | Negli ultimi decenni, in Italia, di pari passo con l’avanzata della modernizzazione e della globalizzazione, vi è stata la coesistenza di due processi. Il primo è lo spopolamento cui sono andati incontri molti piccoli paesi, in seguito alla massiccia migrazione dei giovani verso i maggiori centri urbani. Il secondo è una generale riscoperta dell’originalità e ricchezza delle culture locali ereditate dal passato, le quali, anche oggi, non solo contraddistinguono il senso dei luoghi e dell’appartenenza ad essi, ma costituiscono una risorsa fondamentale per l’immaginazione del futuro e dell’abitare in esso da parte delle generazioni più giovani. Nella lectio, rivolgendosi idealmente prima di tutto alle generazioni più giovani, l’autore riflette retrospettivamente sul suo contributo, nel corso degli anni, alla discussione di questi temi, soffermandosi in particolare sul suo sforzo di intrecciare la tradizione italiana degli studi di folklore e antropologia con, da una parte, l’attenzione, nei lavori del sociologo Giacomo Becattini e dell’urbanista Alberto Magnaghi, per le nuove forme di “coscienza dei luoghi”, e, soprattutto, con il lavoro di James Clifford sui processi del “diventare indigeno nel Ventunesimo Secolo” in Oceania e nelle Americhe. |
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