Piccoli gesti, piccole cose. Abitare, navigare, farsi comunità a bordo della barca a vela Raj

Nell’osservare la barca a vela Raj quale unità sociale, il presente contributo analizza l’intreccio tra l’oggettualità e la spazialità della barca e il costituirsi dell’equipaggio ermenauta. In questo senso, si guarda alla materialità come elemento essenziale nell’azione e nella co-costruzione di og...

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Dettagli Bibliografici
Pubblicato in:URI:https://journals.openedition.org/aam,
Autore principale: Settembrini, Cinzia
Natura: Article ou chapitre numérique
Lingua:Italien
Pubblicazione: Archivio antropologico mediterraneo 2023
Soggetti:
Accesso online:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Descrizione
Riassunto:Nell’osservare la barca a vela Raj quale unità sociale, il presente contributo analizza l’intreccio tra l’oggettualità e la spazialità della barca e il costituirsi dell’equipaggio ermenauta. In questo senso, si guarda alla materialità come elemento essenziale nell’azione e nella co-costruzione di oggetti e soggetti. Parallelamente, si dà conto delle micropratiche quotidiane che strutturano la circolazione dei saperi e le forme di convivenza a bordo, evidenziando i ricorrenti elementi di tensione, cura e negoziazione da cui sono strutturate. Infine, si prova ad ampliare il concetto di sapere nautico soffermandosi sulle articolazioni e sul reciproco implicarsi dell’abitare e del navigare. Il tentativo è dunque quello di guardare alla barca quale spazio di apprendistato tecnico e relazionale e come deposito di molteplici affetti e significati.