Il mare come metodo? Suggestioni dall’Oceano Indiano
Le caratteristiche di movimento, fluidità, indeterminatezza si presentano come espressione della materialità del mare e al tempo stesso come serbatoio immaginativo con il quale ripensare logiche binarie, terrestri, cristallizzate. In questo contributo si ripercorrono alcuni studi che guardano alla m...
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| Dans: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| Auteur principal: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Langue: | Italien |
| Publié: |
Archivio antropologico mediterraneo
2022
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| Sujets: | |
| Accès en ligne: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Le caratteristiche di movimento, fluidità, indeterminatezza si presentano come espressione della materialità del mare e al tempo stesso come serbatoio immaginativo con il quale ripensare logiche binarie, terrestri, cristallizzate. In questo contributo si ripercorrono alcuni studi che guardano alla materialità del mare nella sua dimensione perturbativa e immaginativa, con l’intento di metterli in dialogo con la letteratura che pensa l’Oceano Indiano come continuum culturale svelando la preponderanza del contesto oceanico e delle sue caratteristiche intrinseche nel connettere e plasmare saperi, culture, immaginari. Dall’Oceano Indiano si vuole quindi pensare il mare come (anti-) metodo, soffermandosi su quelle caratteristiche di movimento, fluidità, disordine quali assiomi con cui rileggere l’imprevedibilità degli incontri, delle ibridazioni, dei processi storici e culturali. |
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