Ulrich van Loyen, Napoli sepolta. Viaggio nei riti di fondazione di una città
David Foster Wallace, nel suo stimolante (e faticoso) romanzo Infinite Jest, utilizza un neologismo, che indica un concetto complesso, quello di experialismo. Proverò a soffermarmi su tale concetto in via preliminare; mi si perdoni quella che apparentemente potrà sembrare una digressione, ma credo...
محفوظ في:
| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Archivio antropologico mediterraneo
2020
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| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | David Foster Wallace, nel suo stimolante (e faticoso) romanzo Infinite Jest, utilizza un neologismo, che indica un concetto complesso, quello di experialismo. Proverò a soffermarmi su tale concetto in via preliminare; mi si perdoni quella che apparentemente potrà sembrare una digressione, ma credo che il quadro concettuale che vi si traccia sarà utile per collocare criticamente lo stimolante lavoro di Ulrich van Loyen. Un lavoro molto sfaccettato, che prende in analisi fenomeni anche assai d... |
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