Umiliati e obesi
L’autore analizza come l’obesità, oggi al centro di un allarme planetario lanciato da agenzie internazionali come OMS e FAO, metta in gioco la categoria stessa di grasso e sovrappeso, nonché di corpo ideale. Attraverso una genealogia storico-antropologica del lessico e del campo semantico riferiti a...
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| Τόπος έκδοσης: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| Κύριος συγγραφέας: | |
| Μορφή: | Article ou chapitre numérique |
| Γλώσσα: | Italien |
| Έκδοση: |
Archivio antropologico mediterraneo
2019
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| Θέματα: | |
| Διαθέσιμο Online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Περίληψη: | L’autore analizza come l’obesità, oggi al centro di un allarme planetario lanciato da agenzie internazionali come OMS e FAO, metta in gioco la categoria stessa di grasso e sovrappeso, nonché di corpo ideale. Attraverso una genealogia storico-antropologica del lessico e del campo semantico riferiti all’obesità, Niola mostra come si stia progressivamente sviluppando e rafforzando una sorta di obesofobia collettiva, che tende a sottovalutare le ragioni economico-sociali che sono alla base della malnutrizione per eccesso e dell’aumento dell’obesità in Occidente. Trasformando il sovrappeso in una colpa individuale, nell’esito di una intemperanza bulimica che viene sempre più spesso stigmatizzata eticamente e sanzionata pecuniariamente. Con il risultato che il sovrappeso sta diventando uno stigma etnico-sociale e il disprezzo degli obesi una nuova frontiera del razzismo contemporaneo. |
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