Lavoro, consumo e tempo libero nelle pratiche informali di riciclo alimentare. Il reciclaje nella città di Granada (Spagna)

L’articolo analizza le pratiche informali di riciclo alimentare: la ricerca, la valorizzazione, la circolazione e il consumo di cibo scartato dalla catena alimentare urbana e la trasformazione di tale rifiuto in un oggetto commestibile e familiare. Ogni giorno, i riciclatori “informali” di alimenti...

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書誌詳細
出版年:URI:https://journals.openedition.org/aam,
第一著者: Cassone, Giorgio
フォーマット: Article ou chapitre numérique
言語:Italien
出版事項: Archivio antropologico mediterraneo 2019
主題:
オンライン・アクセス:Accès Université d'Orléans et IFPM
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要約:L’articolo analizza le pratiche informali di riciclo alimentare: la ricerca, la valorizzazione, la circolazione e il consumo di cibo scartato dalla catena alimentare urbana e la trasformazione di tale rifiuto in un oggetto commestibile e familiare. Ogni giorno, i riciclatori “informali” di alimenti si muovono nello spazio urbano e lo praticano in base ai vincoli e alle opportunità che la città offre loro. L'osservazione rigorosa delle loro azioni rivela che essi sviluppano conoscenze specifiche e funzionali alla pratica del riciclo alimentare. Le abilità sono mobilitate per decodificare ed esplorare la città e le sue attività; per interagire con attori e norme; per recuperare e trasformare gli alimenti utilizzati non solo per l’alimentazione ma anche come risorsa sociale per creare e consolidare gruppi attorno alla condivisione del cibo. In questo modo momenti e spazi di sopravvivenza diventano anche momenti e spazi d’innovazione dove le abilità, le competenze e le conoscenze relative al riciclo degli alimenti circolano, vengono trasformate e riprodotte collettivamente all’interno di questi gruppi. Pertanto, la rete diventa un mezzo di trasmissione di abilità, capacità, punti di forza e potenzialità trasferibili: essa permette alle persone di sostenersi a vicenda e persino di proteggersi l’un l’altra, socializzare e promuovere l’inclusione in un gruppo specifico. In questo contesto, le pratiche di riciclo alimentare appaiono come tattiche quotidiane volte al sostentamento di individui e gruppi di “attivisti”, in cui la produzione e riproduzione di reti di solidarietà e condivisione definiscono economie morali parallele all’economia del mercato.