Ritualità emergenti nella prossimità tra antropologia e archeologia. Nominare i reperti ossei di scavo
L’articolo esplora una pratica situata che emerge nello spazio di prossimità tra antropologia culturale e archeologia, attraverso una micro-etnografia di una consuetudine ufficiosa in uno specifico contesto di scavo: la rinomina dei reperti ossei umani da parte di archeologi e archeologhe italiani/e...
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| Publicado no: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| Auteurs principaux: | , |
| Formato: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicado em: |
Archivio antropologico mediterraneo
2026
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| Assuntos: | |
| Acesso em linha: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Resumo: | L’articolo esplora una pratica situata che emerge nello spazio di prossimità tra antropologia culturale e archeologia, attraverso una micro-etnografia di una consuetudine ufficiosa in uno specifico contesto di scavo: la rinomina dei reperti ossei umani da parte di archeologi e archeologhe italiani/e durante il lavoro sul campo. Basato su un’esperienza di ricerca interdisciplinare inconsueta, e condotta in compresenza, il contributo mostra come la condivisione quotidiana delle pratiche di scavo renda visibili dimensioni del fare scientifico solitamente opache, collocate in uno spazio di soglia tra oggettivazione tecnica e coinvolgimento umano. La rinomina viene analizzata come atto rituale informale, attraverso cui i resti umani vengono temporaneamente sottratti all’anonimato dei codici numerici e reinscritti in reti di senso contemporanee, consentendo di abitare l’ambiguità tra persona e reperto. L’articolo sostiene che tale prossimità disciplinare, proprio in quanto non istituzionalizzata e contingente, lungi dal produrre una sintesi pacifica, si configuri come una condizione epistemica attraversata da tensioni produttive, capace di ampliare i confini del pensabile e di rendere intelligibili pratiche rituali implicite nel lavoro sul passato. |
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