Il custode degli antenati: anzianità rituale e rituali dell’anzianità

Nel Togo sudoccidentale il culto degli antenati e i rituali connessi alla venerazione dei loro troni sono tra i più importanti elementi di legittimazione delle chefferies locali. Essi rappresentano una fonte simbolica, materiale e performativa d’importanza cruciale nel supportare e sancire l’autorev...

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Dans:URI:https://journals.openedition.org/aam,
Auteur principal: Gardini, Marco
Format: Article ou chapitre numérique
Langue:Italien
Publié: Archivio antropologico mediterraneo 2025
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Accès en ligne:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Résumé:Nel Togo sudoccidentale il culto degli antenati e i rituali connessi alla venerazione dei loro troni sono tra i più importanti elementi di legittimazione delle chefferies locali. Essi rappresentano una fonte simbolica, materiale e performativa d’importanza cruciale nel supportare e sancire l’autorevolezza dell’anzianità come categoria del politico a livello locale e transnazionale. Essere scelti come custodi dei troni significa diventare uno dei mediatori principali tra il mondo dei vivi e quello degli antenati e conferisce automaticamente “anzianità sociale”, non diversamente peraltro da quanto avviene per la carica di capo villaggio o capo quartiere. Questo comporta la necessità di scegliere una figura che rispetti criteri morali ben precisi e che al contempo abbia a disposizione risorse economiche sufficienti per prendersi cura degli edifici che custodiscono i troni. Attraverso l’analisi di un conflitto per l’ottenimento di tale prestigioso incarico e le storie dei tre anziani candidati, questo articolo indaga il nesso politico tra anzianità e rituali nel Togo sudoccidentale, rende conto della negoziabilità di taluni dei criteri che sottendono questa scelta e si interroga sulle dimensioni di conflitto intergenerazionale che si attivano intorno al culto degli antenati.